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Ultimo incontro di In Art con Luca Leone, Giovanna Famulari, Fabia e Alessia Salvucci

San Benedetto del Tronto | Domenica 14 aprile, al Medoc di San Benedetto, per l’ultimo incontro di In Art, con il patrocinio di Amnesty International Italia, saranno ospiti l’editore, giornalista e scrittore Luca Leone e le musiciste Giovanna Famulari, Alessia e Fabia Salvucci.

di Elvira Apone

la locandina dell' evento del 14 aprile

Domenica 14 aprile, al pub Medoc di San Benedetto del Tronto, a partire dalle ore 18,30, si terrà l’ultimo incontro della terza edizione della rassegna letteraria e musicale In Art, organizzata dall’associazione culturale “Rinascenza” con la direzione artistica di Annalisa Frontalini, con il patrocinio e il sostegno dell’amministrazione comunale e della Regione Marche e con il supporto dello sponsor ufficiale Gate-away.com. Quest’ultimo appuntamento, che ha il patrocinio di Amnesty International Italia, avrà come ospiti il giornalista e scrittore Luca Leone, che presenterà il suo ultimo libro “Tre serbi, due musulmani, un lupo (Infinito edizioni) e le musiciste Giovanna Famulari, Alessia Salvucci e Fabia Salvucci,  che si esibiranno nel concerto “Trame di donna nel mondo. Canti d’autore e di tradizione, di etnie intrecciate”. Dialogherà con gli ospiti il magistrato e poeta Ettore Picardi; interverrà all’incontro il vicepresidente di Amnesty International Italia, Paolo Pignocchi. Un appuntamento questo, che vuole avere un’impronta internazionale, che vuole uscire dai confini della nostra penisola per esplorare etnie, culture e mondi diversi, in cui si respira sempre e comunque il profumo di tradizioni secolari e di storie di grande umanità.

Laureato in Scienze politiche, Luca Leone è giornalista professionista e uno dei maggiori esperti delle  problematiche della Bosnia Erzegovina. Direttore editoriale e co-fondatore della casa editrice Infinito edizioni, ha scritto e scrive per molte testate e ha firmato una ventina di libri per più editori, tra cui, per Infinito edizioni, “Srebrenica. I giorni della vergogna” (2005), “Bosnia Express” (2010), “Saluti da Sarajevo” (2011), “I bastardi di Sarajevo” (2014), “Srebrenica. La giustizia negata” (2015), “Eden. Il paradiso può uccidere” (2016), “Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio” (2017). Tre serbi, due musulmani, un lupo (2019, con Daniele Zanon) è il suo ultimo libro.

“Tre serbi, due musulmani, un lupo” (Infinito edizioni 2019, con Daniele Zanon) è ambientato nella primavera-estate del 1992 a Prijedor, in Bosnia Erzegovina, in quella che oggi si chiama Repubblica serba di Bosnia, dove gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i “non serbi” attraverso due strumenti: la deportazione e l’omicidio, al cui scopo vengono creati tre campi di concentramento, che ben presto diventano luoghi di uccisione di massa. È a Trnopolje. composto da una scuola, una casa del popolo e un prato, in vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone, che è ambientata,  nel maggio del 1992, la storia raccontata da questo libro, che non è solo un romanzo, ma è anche un reportage di quanto è accaduto troppi pochi anni fa e troppo vicino a noi per non sapere. Il libro ha il patrocinio di Amnesty International e di Iscos Emilia Romagna.

Paolo Pignocchi vive ad Ancona. Attivista di Amnesty International Italia dal 1987, attualmente ricopre il ruolo di Vice Presidente della sezione italiana di Amnesty International ed è un componente del Comitato Direttivo Nazionale.

Diplomata al conservatorio di Trieste in pianoforte e violoncello, musicista eclettica, produttore artistico e musicale, arrangiatrice, Giovanna Famulari spazia dalla musica classica al jazz e al pop e collabora con vari artisti in progetti discografici e teatrali. Con Ron è in tour da cinque anni e ha inciso due CD; con Tosca collabora da tempo come produttrice, arrangiatrice e musicista e ha prodotto per Sony classica “Il suono della voce” e “Appunti musicali dal mondo”, di cui è arrangiatrice e produttrice artistica e, sempre con Tosca, è stata in tournée internazionale in Algeria, Tunisia e in Brasile. Collabora con Mimmo Locasciulli, del cui ultimo lavoro discografico ha curato gli archi, con Gegé Telesforo, con cui ha inciso un brano nel suo ultimo lavoro, con Luca Barbarossa, ospite nel suo ultimo CD “Duets”, con Mogol, del cui CD “New Era” ha curato gli archi. Ha suonato con James Taylor in occasione del programma radiofonico Barbarossa social club e ha partecipato all’ultimo CD del cantautore americano Marcus Eaton, prodotto da David Crosbie. Ha collaborato, inoltre, con artisti come Letizia Gambi, Lenny White, Mario Biondi, Renga, Niccolò Fabi, Gabriele Mirabassi, Antonello Salis, Marcello Rosa, Flavio Boltro, MaxJonata e, in diverse produzioni teatrali, con Peter Stein, Nicola Piovani, Alessandro Haber, Lina Wertmuller, Maddalena Crippa, Rocco Papaleo, Maria Paiato, Massimo Venturiello, Hermann Vaske, Massimo Popolizio. È stata l’unica artista italiana a far parte della mostra evento Why Are You Creative? a Berlino; ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive ed è primo violoncello nell’orchestra della Rai.

Fabia Salvucci è un’interprete e il suo mondo musicale gravita nella world music e nella musica popolare italiana, generi che creano un facile ponte tra teatro e musica. Si è avvicinata alla musica attraverso gli studi del pianoforte e del canto e, a quattordici anni, ha iniziato a lavorare nella compagnia teatrale dell’Aedo studio, associazione con cui collabora attivamente alle ideazioni e alla produzione di eventi artistici, spettacoli teatrali, arte di strada e concerti. Nel 2013, dopo aver incontrato l’etnomusicologo Ambrogio Sparagna, direttore dell’Orchestra Popolare Italiana, ne è entrata a far parte, indirizzando il suo interesse prevalentemente verso la ricerca dei canti della tradizione italiana, delle lingue, dei dialetti e dei brani in via di estinzione. Ha fondato, insieme all’interprete Sara Marini, “Djelem do mar”, un progetto musicale in cui riversa tutta la sua ricerca delle molteplici sonorità delle etnie mediterranee e del mondo. Nel 2017 si è diplomata nel corso di alta formazione professionale dell’ “Officina delle Arti P.P. Pasolini”, sezione “canzone”, coordinata dalla cantante Tosca, con cui ha lavorato nella tournée “Appunti musicali dal mondo”, frutto del suo ultimo lavoro discografico, in cui compare, oltre che come corista, anche come solista nel brano “Sogna fiore mio”, di Ambrogio Sparagna. Suona varie percussioni, oltre al pianoforte e alla chitarra.

Alessia Salvucci è una percussionista specializzata nelle tecniche dei tamburi a cornice. Si è avvicinata alla musica attraverso lo studio del pianoforte, ma la sua passione per la world music l’ha spinta all’incontro con quello che sarà il suo strumento principe: il tamburello. Si è formata con diversi maestri come Valentina Ferraiuolo, Alfio Antico e Arnaldo Vacca. Ha inizialmente approfondito le tecniche e i ritmi della musica tradizionale italiana per poi arrivare ad affrontare repertori di etnie più lontane, portando avanti contemporaneamente gli studi classici presso il Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone. Ha collaborato come concertista con l’ensemble di organetti “Il Giardino della Pietra Fiorita” del maestro Alessandro Parente, ha preso parte agli spettacoli e ai concerti dell’artista Fulvio Cocuzzo, ha suonato nell’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna come percussionista solista in diversi programmi trasmessi dalla Rai, in importanti festival nazionali e internazionali e nell’Orchestra Giovanile Popolare di Orvieto. Percussionista del gruppo musicale “Mamma li turchi”, nel maggio 2017 ha iniziato la collaborazione con la cantante romana Tosca, con la quale si esibisce nelle tournée nazionali e internazionali dei suoi ultimi progetti discografici  “Appunti musicali dal mondo” e “Sto core mio”, omaggio a Roberto Murolo. Affianca, in qualità di musicista, l’attore Massimo Venturiello in alcuni suoi progetti teatrali. 

Il concerto “Trame di donna nel mondo. Canti d’autore e di tradizione, di etnie intrecciate”, in cui Giovanna Famulari,  Fabia Salvucci e Alessia Salvucci si esibiranno domenica sera per il pubblico di In Art, è frutto di un incontro, tutto al femminile, di tre artiste provenienti da mondi musicali e regioni d’Italia completamente diverse: la violoncellista triestina Giovanna Famulari dal mondo classico, dal jazz e dal pop e le due sorelle Alessia e Fabia Salvucci della Valle di Comino (al confine tra Abruzzo, Lazio e Campania) dalla world music e dalla musica tradizionale italiana. Questo concerto sarà, quindi, un viaggio attraverso diverse esperienze femminili declinate nelle varie etnie del mondo, che, a partire dalle nostre tradizioni musicali, come ad esempio il canto delle lavandaie del Vomero, passerà per il richiamo materno africano di Miriam Makeba e la sensualità del tango macedone, per arrivare fino alla sacralità del canto d’amore ebraico tratto dal “Cantico dei Cantici”. Un lavoro questo, caratterizzato dalla ricerca e dalla rilettura di brani musicali tradizionali e d’autore riarrangiati in chiave moderna; un miscuglio eterogeneo e accattivante di epoche e popoli diversi per riscoprire un unico sentire e uno stesso legame con la terra, attraverso una modalità di condivisione che le donne hanno sempre conosciuto.

Un altro appuntamento da non perdere, un’altra splendida occasione per vivere ancora una volta quelle emozioni che solo la vera arte, e la bellezza che riesce a trasmettere, sa regalare.

Per informazioni e prenotazioni: 0735-780869 (dopo le ore 18:00).

 

12/04/2019





        
  



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