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Le Marche:il timido volto della bellezza

Ancona | La nostra Regione rivisitata dall'occhio attento di Elvira Apone

di Elvira Apone

Paesaggio Marchigiano

Unica regione d'Italia al plurale, le Marche, la mia terra di adozione, offrono un'enorme varietà di paesaggi e di ambienti, che, però, si aprono alla vista del visitatore in modo timido e velato, con una sorta di umiltà e ritrosia, quasi a volersi nascondere e difendere da occhi troppo curiosi e indiscreti, ma, paradossalmente, è proprio in questo loro farsi intravedere, in questo loro concedersi poco alla volta, con naturalezza e spontaneità, che è racchiuso il fascino segreto di questa regione, pari a quello di una signora bella ed elegante, ma mai appariscente.

Attraversando un dolce paesaggio collinare impreziosito da insediamenti urbani di antica origine, si passa facilmente dalle altitudini montane alle coste sabbiose del litorale. Tra le montagne, svetta tra tutte il monte Vettore, la cima più alta dei monti Sibillini, tra le cui pareti rocciose è racchiuso l'unico lago presente nella regione: il lago di Pilato, che prende il nome dal governatore Ponzio Pilato il cui corpo, secondo la leggenda, venne trascinato dai bufali proprio in queste acque. Il parco nazionale dei monti Sibillini, che si dispiega per circa 70000 metri quadrati, offre itinerari naturalistici spettacolari come, per esempio, la celebre grotta della Sibilla, che il mito vuole sia nascosta tra le viscere del monte omonimo, e le gole dell'Infernaccio, con le sue originali cascate a goccia dovute alla particolare morfologia del territorio.

In alcuni punti, inoltre, le montagne arrivano fino quasi a lambire il mare, come nel caso del monte Conero, nei pressi di Ancona, che, digradando verso la costa, sottolinea un contrasto paesaggistico di rara bellezza.
Anche il paesaggio collinare non è mai uniforme e uguale a se stesso: ora ondulati vigneti si alternano a secolari querce e larici, ora campi di grano lasciano il posto a distese di ulivi o a verdi prati erbosi destinati al pascolo. L'acqua, inoltre, risorsa dominante nella regione grazie alla presenza di numerosi fiumi, che ne irrorano il territorio secondo scansioni quasi geometriche, ha dato vita ad uno dei fenomeni di erosione più caratteristici: le celebri grotte di Frasassi, pittoresco labirinto sotterraneo di stalattiti e stalagmiti, che sembra condurci in un'altra dimensione.

E dall'acqua dei fiumi si passa all'acqua del mare Adriatico, che bagna 180 chilometri di spiagge di sabbia, di ghiaia e di roccia: la "riviera delle colline" con le distese di rena di Gabicce, Pesaro e Fano; "la riviera del Conero" con la splendida baia di Portonovo e le animate località balneari di Numana e Sirolo; il tratto di costa centrale, con le verdi pinete e il porticciolo di Civitanova Marche, e soprattutto l'indimenticabile "riviera delle palme", che culmina con le settemila palme che incorniciano il lungomare di San Benedetto del Tronto, vero e proprio gioiello della costa adriatica.

Ma dalle spiagge vellutate si raggiunge facilmente l'interno della regione, per perdersi tra gli antichi borghi medioevali che, come balconi fioriti, sembrano guardare verso il mare, offrendo così all'osservatore una vista incantevole del litorale. Non a caso, infatti, le Marche vantano oltre mille monumenti storici concentrati in più di cento città d'arte, migliaia di chiese e di abbazie sparse in tutto il territorio ( quelle romaniche di Santa Maria a piè del Chienti, di San Claudio e di Fiastra ne sono solo alcuni esempi ), imponenti rocche e poderosi castelli ( ad esempio, San Leo e Gradara ), innumerevoli musei e teatri, alcuni anfiteatri romani tuttora in uso ( come quello di Urbisaglia e quello di Falerone ) e diversi siti archeologici che ne testimoniano la lunga e ricca storia.

Ad Urbino, la città di Raffaello, dominano gli edifici di stampo rinascimentale legati soprattutto alla famiglia dei Montefeltro, il cui Palazzo Ducale merita certamente una visita; Jesi, Macerata, Camerino, Recanati, città natale del poeta Giacomo Leopardi, per fare soltanto alcuni esempi, presentano splendidi e curati centri storici; Loreto, con il suo santuario mariano famoso in tutto il mondo, Fermo, con i suoi suggestivi palazzi, Offida, che conserva ancora le antiche mura castellane, Ripatransone, con il vicolo più stretto d'Italia, per fare qualche altro esempio, sono altrettante gemme preziose intrise della loro storia millenaria.

Infine, Ascoli Piceno, in cui la solida struttura medioevale si è innestata in modo naturale e scenografico al tempo stesso su antichi resti romani, vanta una delle più belle e monumentali piazze d'Italia.

In realtà, ogni più piccolo nucleo urbano conserva ancora intatta l'atmosfera autentica e genuina del suo passato e dischiude al visitatore un caleidoscopico ventaglio di testimonianze architettoniche, artistiche e culturali. È una continua scoperta, dunque, sulle tracce della nostra storia e alla ricerca delle radici più nobili e profonde del nostro paese, un viaggio che non finisce mai di stupire perché riserva al turista, e non solo a lui, sempre nuove e accattivanti sorprese, anche grazie alle tradizioni folcloristiche che molti di questi paesi hanno saputo preservare, e che ancora si rinnovano annualmente attraverso coinvolgenti rievocazioni storiche.

Io, personalmente, che vivo qui da ormai oltre trenta anni, mi scopro ogni giorno sempre più appassionata esploratrice di questi posti e, ripensando a quello spicchio di storia marchigiana in cui, in seguito alla conquista romana del territorio e alla conseguente rivolta dei Piceni, che abitavano fino ad allora la regione, molti di essi furono deportati in Campania, mi attira molto l'idea di essere tornata alle mie radici primordiali perché, chissà, forse i miei lontani avi furono proprio tra coloro che fecero questo forzato viaggio dalle Marche in Campania e poi, finalmente, attraverso di me, tornarono di nuovo nella loro terra d'origine.

Certo, non saprò mai come andarono effettivamente le cose, ma non posso negare che questa regione mi sia entrata nel cuore, soprattutto per come sa essere a misura d'uomo e per come è riuscita a favorire un'armonica e persino rara fusione tra natura e presenza umana.

E vorrei terminare con parole non mie ( probabilmente perché ritengo le mie ormai inadeguate ad esprimere l'ineffabile sentimento che mi suscitano questi luoghi), ma con un ritratto assai pregnante e suggestivo che il grande poeta Giosuè Carducci seppe fare di questa regione "così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, d'ubertà, tra il degradare dei monti che difendono, tra il distendersi dei mari che abbracciano, tra il sorgere de' colli che salutano, tra l'apertura delle valli che arridono".

05/02/2013





        
  



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Scorcio paese delle Marche

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