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Un’occasione da non perdere per San Benedetto del Tronto

San Benedetto del Tronto | Viene ripristinato il Giudice di Pace a San Benedetto.

di Avv.Silvio Venieri

Silvio Venieri

Il comma 1 bis dell’art. 2 della Legge n. 11 del 27/2/2015 (cosiddetto “decreto milleproroghe”), approvata definitivamente dal Senato, prevede il differimento al 30 luglio 2015 del termine entro il quale gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi, con competenza sui relativi territori, anche tramite eventuale accorpamento.

La circoscrizione dell’Ufficio del Giudice di Pace di San Benedetto, prima del suo accorpamento in quello di Ascoli Piceno, ricomprendeva, oltre il comune capofila, quelli di Acquaviva Picena, di Monsampolo del Tronto e di Monteprandone.

A suo tempo le Amministrazioni comunali interessate non avevano inteso avviare il percorso indicato dall’art. 3 del decreto legislativo n. 156 del 7/9/2012, che prevedeva la possibilità di richiedere, da parte degli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, il mantenimento degli uffici dei giudici di pace proposti per la soppressione, che avrebbe sicuramente garantito la permanenza sul nostro territorio dell’ufficio giudiziario in rassegna.

Successivamente veniva inoltrata una petizione sottoscritta da 187 avvocati ai capigruppo del Consiglio Comunale e agli assessori dell’amministrazione comunale di San Benedetto, nonché ai sindaci di quest’ultimo comune e dei comuni di Acquaviva Picena, Monsampolo del Tronto e Monteprandone, con la quale si chiedeva che il Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto esprimesse chiaramente la propria volontà in merito alla presenza sul territorio dell’Ufficio del Giudice di Pace e, in caso positivo, si adoperasse fattivamente per la conservazione dello stesso ai sensi dell’art. 2, comma 2°, d.lgs. n. 156/2012 (“Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Giustizia, sentiti il Consiglio Giudiziario e i comuni interessati, possono essere istituite sedi distaccate”).

Nonostante il lungo tempo trascorso dall’epoca del deposito dell’istanza, dicembre 2013, ad oggi nessuna forza politica, nessun esponente poltico, nessun sindaco dei vari comuni ha inteso adoperarsi per l’istituzione della sede distaccata di San Benedetto dell’Ufficio del Giudice di Pace di Ascoli Piceno.

Eppure non può sfuggire l’importanza che il mantenimento della struttura giudiziaria assume per il nostro territorio. Si deve considerare che ai giudici di pace, vista la linea di tendenza perdurante ed omogenea della normazione in materia, verranno presumibilmente attribuite competenze sempre più ampie come ultimo ed unico baluardo della Giustizia “istituzionale” di prossimità al Cittadino.

Ben evidenti i vantaggi, anche di natura economica, per la cittadinanza di S.Benedetto del Tronto e per l’Amministrazione Comunale derivanti dalla presenza sul nostro territorio del Giudice di Pace, le cui attuali competenze influiscono proprio sui costi della macchina amministrativa e incidono profondamente sulla giustizia c.d. minore ma di grande importanza per i comuni “mortali” (basti pensare ai sinistri stradali, alle opposizioni ai verbali e quant’altro vede quotidinamente impegnati cittadini e, soprattutto, funzionari comunali e Vigili Urbani, nelle testimonianze).

Sotto il profilo economico, il terziario collegato alla burocrazia ed ai servizi statali e locali ha una importanza diretta e mediata nel contesto del tessuto economico e sociale che non può essere disconosciuta. Al contrario, la totale assenza di ogni presidio giudiziario comporterebbe costi aggiuntivi per quasi 70.000 cittadini ed una incidenza negativa sui professionisti, non intendendosi certo per tali i soli avvocati che, a ben pensare, sono quelli che trarrebbero il beneficio minore dal ripristino del Giudice di Pace, in materia di organizzazione della propria attività.

La sede dell’ufficio potrebbe essere individuata nell’ambito dell’ex palazzo di giustizia di piazza Dalla Chiesa, negli stessi ambienti oggi destinati all’archivio giudiziario per la conservazione dei fascicoli della ex sezione distaccata del Tribunale: si trasferiscano gli stessi presso la sede centrale del Tribunale di Ascoli Piceno, come già dal settembre 2013 doveva essere fatto per preciso disposto normativo, e si liberino i locali per l’esercizio di una funzione giurisdizionale attiva !

Nelle sole Marche, grazie all’iniziativa delle amministrazioni comunali, ben sette località hanno mantenuto gli uffici dei Giudici di Pace (Fabriano, Jesi, Senigallia, Fano, San Severino Marche, Cagli, Macerata Feltria); si intende relegare San Benedetto in una posizione di retroguardia ? Gli amministratori pubblici vogliono assumersi la responsabilità di passare alla storia come coloro che hanno contribuito con la loro inerzia alla scomparsa di un presidio di giustizia presente a San Benedetto, senza soluzione di continuità, fin dal lontano 1865 ?
I cittadini attendono risposte chiare.

04/03/2015





        
  



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