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La voce di Barbara Cavaleri

San Benedetto del Tronto | Barbara Cavaleri "So rare"

di Paolo De Bernardin

Barbara Cavaleri

"So rare"

Barbara Cavaleri è certamente una delle voci più interessanti del panorama italiano frutto di una seria impostazione vocale grazie alla scuola del Conservatorio di Novara, sua città natale, e alla frequentazione di un coro gospel. Barbara D'Agostino (questo il suo nome all'anagrafe) ha pubblicato un sensazionale disco d'esordio ("Ad un passo dal sogno") nel 2008 con il grande aiuto alla produzione di Leziero Rescigno e di Lagash, eclettico musicista, nonché bassista dei Marlene Kuntz, e ideatore di bei progetti musicali in cui l'elettronica va a braccetto con la canzone. Meno affascinante è stato il lavoro successivo del 2008 ("Someone's speaking") nel quale l'artista ha scelto di cantare in lingua inglese, idioma che ormai le appartiene grazie al lungo soggiorno avuto a Londra.

Oggi, dopo 6 anni di assenza dalla scena discografica, Barbara Cavaleri fa il suo rientro a Milano e pubblica "So rare", un lavoro di dieci canzoni tutte composte da lei e tutte cantate nuovamente in inglese. Con le magnifiche aperture di "Desire" e "Holes" l'artista snocciola una padronanza non indifferente di voce e di microfono, segno di una maturazione che certamente lascerà un segno in futuro. Accantonata la collaborazione di Lagash, Barbara Cavaleri continua a lavorare con Leziero Rescigno il quale avviluppa il suono in architetture elettroniche producendo l'intero "So rare" che malauguratamente incespica spesso nell'uso un po' troppo indiscriminato della tecnica di sovrincisione di piste vocali, spersonalizzando brani già poco ricchi di inventiva. Nel brano "November" torna l'atmosfera iniziale di "Ad un passo dal sogno" ma tutto accade in un risveglio brusco e mal identificato. L'identificazione è di per sé il nocciolo della questione di "So rare". E' ben inquadrabile negli stilemi del pop in brani come "Just do it again" o "Rainbow" ma poi si perde strada facendo in brani come "Don't disappear", "Up" o "Home".

Anche nel brano che da il titolo all'album le buone premesse sono disattese dall'abito costruito addosso alla canzone troppo infarcito di suoni che riempiono d'abbondanza senza lasciare segni, ma "So rare" resta un disco interlocutorio che non possiede mai il dono dell'incisività come era successo agli esordi quando l'artista cantava Mina, Vanoni e Vinicius. Suggerisce idee ma le rimanda indietro come se tutto dovesse essere riscritto daccapo. Probabilmente un cambio radicale e una scrittura più ragionata farebbero del bene a Barbara Cavaleri.

Voto 6/10

04/04/2014





        
  



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